PATRONO DI NOTO · 1290 – 1351

San Corrado
Confalonieri

Cavaliere, penitente, eremita. Da quasi sette secoli Noto lo invoca come padre e protettore.

San Corrado in un dipinto con la Vergine e il Bambino

Foto: autore sconosciuto · Pubblico dominio · Wikimedia Commons

LA VITA

Da cavaliere a penitente

Corrado nacque nel 1290 a Calendasco, nel Piacentino, dalla nobile famiglia dei Confalonieri. Giovane cavaliere, sposato, viveva secondo gli usi del suo rango, tra feudi, armi e battute di caccia.

Durante una caccia fece appiccare il fuoco alle sterpaglie per stanare la selvaggina; il vento estese l'incendio a boschi, campi e case. Del danno fu accusato un povero contadino, condannato a morte. Corrado non resse al peso della colpa: si presentò al signore di Piacenza, confessò di essere il responsabile, salvò l'innocente e risarcì i danni con i propri beni.

Da quella prova nacque una vita nuova. D'accordo con la moglie, che entrò tra le Clarisse, Corrado vestì l'abito di penitente del Terz'ordine francescano e scelse la povertà e la preghiera.

IL CAMMINO

Pellegrino fino a Noto

Intorno al 1315 lasciò Piacenza e ogni bene. Da pellegrino attraversò l'Italia, pregò sulle tombe degli Apostoli a Roma e scese verso sud fino alla Sicilia.

Giunse a Noto intorno al 1340 e fu accolto da Guglielmo Buccheri, anch'egli eremita, nel romitorio delle Celle. Quando le persone che cercavano da lui preghiere e consiglio divennero troppe, Corrado scelse una solitudine più profonda: una grotta nella valle dei Pizzoni, poco fuori città, dove visse fino alla morte in preghiera, digiuno e penitenza.

La grotta di San Corrado

Foto: Sepp.P · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

I MIRACOLI

Il pane, la guarigione, la luce

La tradizione di Noto custodisce il ricordo dei prodigi attribuiti alla preghiera di Corrado già durante la sua vita.

IL MIRACOLO DEI PANI

Pane caldo nella carestia

Negli anni della grande carestia del 1348–1349 chi saliva alla grotta per chiedere aiuto tornava a casa con un pane caldo. Si racconta che lo stesso vescovo di Siracusa, in visita all'eremita, ricevette da lui pane fragrante là dove non c'era nulla per vivere.

LE GUARIGIONI

Il conforto dei malati

Alla sua preghiera, narra la tradizione, guarirono il nobile Antonio Sessa e il figlio di un sarto di Noto, sofferenti di ernia. Per questo San Corrado è invocato dai malati; gli ex voto offerti al suo eremo raccontano le grazie chieste e ricevute nei secoli.

IL TRANSITO

19 febbraio 1351

Corrado morì nella sua grotta, in ginocchio e con gli occhi rivolti al cielo. Secondo il racconto una luce avvolse la grotta e il suo corpo rimase in preghiera anche dopo la morte. Fu sepolto, come aveva chiesto, nella chiesa di San Nicolò.

IL CULTO

Patrono di Noto

La fama di santità di Corrado fu immediata: la causa si aprì subito dopo la morte e, dopo varie interruzioni, si concluse con l'approvazione del culto da parte di papa Leone X nel 1515. Nel 1625 papa Urbano VIII concesse l'Ufficio e la Messa propri agli Ordini francescani.

Il corpo del Santo è venerato nella Cattedrale di Noto, custodito nell'Arca argentea. San Corrado è patrono di Noto e della sua terra natale, Calendasco: un legame tra le due comunità che si rinnova ogni anno attorno al 19 febbraio.

1515
Leone X
approva il culto

Il riconoscimento della Chiesa a una devozione nata subito dopo la morte.

L'Arca argentea di San Corrado in processione

Foto: Effems · CC0 · Wikimedia Commons

L'ARCA E LE FESTE

Un tesoro portato sulle spalle

L'Arca argentea che custodisce il corpo del Santo è il cuore delle processioni. I portatori la conducono per le vie barocche della città, accompagnati dai cilii, i grandi ceri votivi offerti dai devoti.

19 febbraio — la festa liturgica, nell'anniversario della morte: liturgia solenne e processione dell'Arca.
Ultima domenica di agosto — la festa estiva, che ricorda l'arrivo del Santo e la prima processione; la domenica successiva si celebra l'ottava.

Molti devoti compiono il viaggio scausu: il pellegrinaggio a piedi scalzi per sciogliere un voto.

I LUOGHI

Sulle orme dell'eremita

Nella valle dei Pizzoni, poco fuori Noto, l'Eremo di San Corrado fuori le mura custodisce la grotta in cui il Santo visse in preghiera. Accanto, un piccolo museo raccoglie gli ex voto, segno delle grazie ricevute.

In Cattedrale le reliquie sono venerate nell'Arca argentea: davanti al Patrono la città continua ad affidare le sue speranze.

L'Eremo di San Corrado fuori le mura

Foto: Davide Mauro · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

IN CATTEDRALE

Vieni a pregare il Patrono

San Corrado riposa nella Cattedrale di Noto. Partecipa alle celebrazioni e alle feste in suo onore.

CREDITI FOTOGRAFICI

Fonti delle immagini

Le fotografie provengono da Wikimedia Commons e sono pubblicate con licenze libere; sono state ridimensionate e private dei metadati tecnici. Le notizie sulla vita del Santo seguono la tradizione agiografica e gli studi storici a lui dedicati.

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